mercoledì 14 novembre 2012

La sottile differenza

Donne, sappiatelo, se volete comunicare profondamente con un uomo, abbandonate il concertto e il desiderio di ROMANTICISMO.
Gli uomini lo ignorano.

ROMANTICO sta alle donne come STRAPPAMUTANDE sta agli uomini.

Che male c'è? nessuno, donne, nessuno!

Bisogna essere donne un po' maschie per capirlo
Bisogna essere uomini un po' femmine per  mescolare le due cose

Donne, smettetela di demonizzare i maschi "che son tutti maiali": auguratevi di averne sempre di uomini "abbastanza" maiali!

martedì 23 ottobre 2012

La domenica, fate l'amore!

E adesso parte il pippone ideologico, se non avete voglia siete ancor in tempo a premere esc.

Nei miei post precedenti ho inveito pesantemente contro chi si lamenta del proprio lavoro.
C'è una categoria che invece ha la mia solidarietà e fanno bene a lamentarsi: sono quelli che lavorano INUTILMENTE la domenica e i giorni festivi.
Non mi riferisco ai medici, infermieri, turnisti in aziende con macchinari a ciclo continuo, ristoratori, lavoranti nell'intrattenimento o simili: per loro è ovvio avorare di domenca, è il loro ruolo che lo richiede, ma i CASSIERI DEI SUPERMERCATI E I COMESSI DEI CENTRI COMMERCIALI perchè devono lavorare di domenica?

Non hanno anche loro diritto al tempo libero, a dormire una mattina, a farsi una passeggiatina, a godersi la famiglia?
Non si meritano quanto noi di NON FARE UN CAZZO per mezza giornata?

Quando sento certa gente dire che sono costretti a far la spesa la domenica perchè altrimenti non avrebbero tempo li prenderei a schiaffi. Come facevano solo 5 o 6 anni fa quando gli ipermercati chiudevano tutta la domenica e anche il lunedì mattina? Non mangiavano? Non accendevano la lavatrice per assenza di Dash?
Ma dai!!!!

Sia chiaro, io non contesto le aperture domenicali staordinarie e quelle del mese di dicembre: essendo occasionali, hanno senso.
Io contesto gli ipermercati che lavorano 7 giorni su 7 per minimo 14 ore di apertura al giorno e che (nella mia città è così: Coop Estense, hai tutto il mio disprezzo) non concedono riposi compensativi a chi fa i turni festivi.

Per cosa poi? Per consentire a noi annoiati di andare a veder due vetrine perchè non siamo in grado di trascorrere un giorno festivo senza stordirci di luci e rumori?

Secondo me ogni nostro gesto ha un significato etico e io scelgo di non andare nei centri commerciali la domenica, perchè rispetto le persone e il loro lavoro e di conseguenza il loro riposo e sacrosanto quanto il mio.


giovedì 11 ottobre 2012

.....e gggnente, ho fatto una gaffe!

Tutti facciamo delle gaffes nella vita, ma io mi vergogno sempre tantissimo.
Oggi ve la racconto A MIA DISCOLPA per avere un'opinione sincera.

Immaginate la seguente scena.
La mattina accendi il pc, apri Facebook e scorri distrattamente la time line e leggi il post di un'amica (ex compagna che incontri in giro per caso una volta l'anno quando va bene) che dice:
"CUCCIOLO IN ARRIVO"


Cosa vi fa pensare una frase del genere?


Io le ho risposto con tanto estusiamo e mille smilini 
"Che bello, che cane prendi?"


e lei, seccatissima: 
"MA NOOOOOOOOOO, SONO INCINTAAAAAAAAAA"


Io probabilmente ho uno schema mentale molto estraneo al mondo della maternità, ma se scrivi cucciolo io penso ad un cane, c'è poco da offendersi!

venerdì 5 ottobre 2012

...mi ha sconvolto...

Stamattina ho attraversato il centro ed ho visto in un angolo un mendicante.
Non uno zingaro, non uno straniero, non un barbone.
Era un uomo italiano, sui 50 anni, che copriva il viso con le mani per la vergogna. 
Aveva scritto sul cartello "sono disoccupato"

Io non sono una sentimentale, ma vi giuro che mi ha sconvolto.
Non che nella vita non avessi mai visto un mendicante, ma siamo tutti abituati a vedere la povertà in persone diverse da noi.
Ci sono "i poveri" e ci siamo noi, che ricchi non siamo, ma paghiamo le bollette, il mutuo e la spesa con le nostre forze economiche..

Invece stamattina ho visto un uomo di una normalità quesi imbarazzante, seduto in un angolo, quasi calpestato, in mezzo alle bancarelle del mercato.
Me lo sono immaginato stamattina in casa sua. Immagino si sia alzato, abbia portato i figli a scuola per poi andare a sedersi sulla polvere di un marciapiede con un piattino in mano e il viso chino.

Potrebbe essere mio padre, il mio vicino, il mio amico.
Potrei essere io.

Sono sconvolta, sul serio...

mercoledì 26 settembre 2012

Nell'educazione religiosa le famiglie danno il peggio di sè

E' la fine di settembre.
Ricomincia la scuola, ricomincia la palestra, ricomincia tutto per le famiglie che hanno figli.
Ricomincia anche il Catechismo.

LE FAMIGLIE, IN TEMA DI EDUCAZIONE 
RELIGIOSA, DANNO IL PEGGIO DI SÈ

Esprimo questo mio parere con estrema cognizione di causa: sono stata catechista per 15 anni, fino a quando, cioè, ho preso una posizione di appoggio solo parziale verso la Chiesa Cattolica ed ho fatto scelte di vita da essa non contemplate. 
A quel punto, era ovvio che non potevo più essere catechista, perchè è prima con l'esempio che si trasmette la Parola.
Tuttavia, la mia fede è immutata e continuo ad andare in Chiesa e a frequentare i numerosi amici che ho conosciuto in ambiente parrocchiale e che continuano ad essere catechisti, educatori, animatori....e chi più ne ha più ne metta.

E vi giuro che mi domando come facciano ad andare avanti in questo impegnativo ruolo quando sono proprio le famiglie ad osteggiarli in tutto e per tutto.

Le famiglie battezzano i figli senza sapere né perchè né tantomeno cosa sia il Battesimo, ma si sa che ogni occasione è buona per fare una bella festa "e i nonni così la smettono di rompere e di insistere con sto battesimo..."

Poi vengono gli anni della scuola elementare e del catechismo per la prima Comunione, che i genitori vivono come un supplizio: "ma come sarebbe a dire che dobbiamo portarlo a Messa tutte le domeniche??
Sono quelle stesse famiglie che "scaricano" i bimbi dall'auto davanti alla parrocchia e se li vengono a riprendere scocciati un'ora dopo, ma che non mancano, nel gran giorno della prima Comunione, di fare feste pantagrueliche, in abiti di cui i bambini si vergogneranno tutta la vita.
Idem per la Cresima

Tranne per qualche rara famiglia, che riconosci subito perchè viene a Messa coi propri figli anche in estate, quando non è "obbligatorio" (che triste termine), la verità è che ai genitori non importa niente dei sacramenti e della fede dei propri figli,  E NON C'È NIENTE DI MALE, SIA CHIARO, ma allora perchè imporre a se stessi e ai propri figli quello che consideri un supplizio infinito?

Temono forse che i bambini che non fanno la Prima Comunione si sentano "diversi" dai coetanei? La verita, credete a me, È CHE SONO I GENITORI A NON VOLERSI SENTIRE DIVERSI. 

Pagano il costo di anni di catechismo e preparazione perchè non hanno le palle di alzare la testa di fronte al mondo per dire "non sono credente, non vado in Chiesa, non educo i miei figli al Cattolicesimo"
Chi non ha carattere si omologa, anche se costa, ed è una bella schifezza.

Io, da credente, ammiro molto di più l'onestà intellettuale di un ateo serenamente coerente, piuttosto che questa famiglie per cui conta solo apparire e timbrare i cartellini della vita alla meno peggio: sono dei poveretti, mi fanno pena.



martedì 18 settembre 2012

Spazzatura

Lavoro in uno studio professionale in crisi nera.
Tagliate tutte le spese tagliabili, faccio anche le pulizie (è normale, non mi formalizzo)
Sarebbe logico, penserà qualcuno, che in un ufficio a pulizie autogestite, ognuno pulisse la propria postazione, fatto salvo che qualcuno si occupi dei pavimenti, dei vetri etc.
Utopia: in questo ufficio, se la postazione non gliela pulisco io, sti uomini stanno nel marcio per settimane.

La cosa buffa è sto scoprendo un sacco di cose sulle persone.
Cose che, anche se ci conosciamo da 15 anni, solo pulendogli le scrivanie puoi scoprire

Il grande capo, ad esempio: su di lui ho scoperto varie cose.
Premetto che ha smesso di fumare molti anni fa grazie al famoso libro di Allan Carr (che gli regalai io, e ne vado fiera). Smise con tale facilità e fierezza che ha fatto proseliti per anni. Ne avrà relagate minimo 15 copie a destra e a manca, con un'insistenza spesso suscitante il fatticazzituoi.
Ebbene, ha il cestino pieno di cicche: ha ripreso a fumare, ma non può dirlo al mondo perchè dopo che ha rotto l'anima al limite della sopportazione, mica può ammettere la sconfitta. Quindi è tornato adolescente, fuma di nascosto, con la porta chiusa e con le finestre spalancate estate ed inverno.

Poi c'è il collega pausa-pranzo.
Per sua comodità, fa orario continuato e si porta"un sandwich" per pranzo.
A giudicare dalla briciole che lascia sulla scrivania e per terra intorno alla sua postazione, i casi sono 2: o di sandwich ne mangia 20, o ne mangia uno che pesa 2 kili
Sempre lui, per misteriose ragioni che ignoro, non butta le cialde usate del caffè, ma le appoggia gentilmente accanto alla macchinetta.
Ora io mi dico, ma ti pesa il culo allungare la cialda nel cestino?
Non capisci che, se non le butti, chi va alla macchinetta dopo di te deve toccare la tua cialda puzzolente (perchè dopo mezz'ora fa una puzza di vomito terrificante), appiccicaticcia e sgocciolante. 
A ognuno le cialde sue, questa sarebbe la democrazia!

Passando al piano di sopra, c'è il "bambino30enne": se non gli metto il sacchetto nuovo del cestino (dopo aver buttato io il vecchio, perchè da solo non ci arriva a capire che quando è pieno deve sostituirlo) lui butta dentro tutto lo stesso, inclusi bicchierini mezzi pieni di caffè. Povero pargolo, è abituato a casa con mammà che fra un pò gli pulisce anche il sedere, sicchè... cosa vuoi pretendere?

Ma la cosa più eclatante che ho scoperto è che quasi nessuno sa leggere.
Ora vi faccio un sondaggio: se vi avvicinate all'angolo della raccolta differenziata e vedere due bidoni con scritto sopra, rispettivamente, "solo carta" oppure "solo plastica", voi cosa capite?
A me sembra a prova di scemo.
Eppure deve esserci qualcosa di incomprensibile nella frase "solo carta", perchè vi garantisco che li dentro trovo TUTTO, tranne la carta.

Le colf professioniste hanno tutta la mia stima, è veramente brutto gestire la zozzeria altrui....

mercoledì 12 settembre 2012

Faresti questa domanda ad un uomo?

Succede a tutti credo di fare profonde riflessioni personali sul senso della vita (in generale e della propria) partendo da un evento o da una conversazione insignificante

A me è successo mentre parlavo con una compagna di palestra che ho conosciuto in questi giorni, in cui i corsi sono ancora semideserti.
Mentre guardavamo gli orari delle lezioni, mi ha chiesto se lavoro anche il pomeriggio.
Quando le ho risposto che si, lavoro tutti i pomeriggi e solitamente rientro a casa intorno alle 20.00, lei ha detto, con sincero dispiacere: "mamma mia che orari orribili, ma come farai quando avrai dei figli?"

Ecco, è stato lì che ho pensato che 
MAI avrebbe fatto la stessa domanda ad un uomo


Si, perchè il punto è proprio questo: oltre a dare per scontato che tutti desiderino avere dei figli, è considerato ovvio che tocchi alla donna occuparsene.

Mentre la pura verità è che ci sono molte persone che senza figli stanno benissimo* e in generale le donne dovrebbero smetterla di considerare i figli esclusivamente dominio proprio, trattando i padri come degli imbecilli estranei alla crescita dei bambini.
Infatti, una domanda del genere l'ha fatta una donna ad un'altra donna. 
Mai l'avrebbe posta ad un uomo, perchè agli occhi di una madre NON ESISTE che un padre riduca il proprio orario di lavoro per crescere i figli.


Quando qualcuno chiederà ad un uomo che rincasa alle 20.00 
"come farai quando avrai dei figli?" 
il mondo sarà un posto migliore. 


(*)Io sono una di quelle che senza figli sta benissimo eppure nessuno si dispiace perchè il mio lavoro mi impedisce di coltivare hobby e passioni, di occuparmi a dovere della mia casa o di riposare un pomeriggio: se non hai figli, cosa te ne fai del tempo libero, del part time, dell'orario flessibile?